L’allevamento ovino dell'Alta Murgia

 

L’allevamento ovino ha costituito tradizionalmente l’attività zootecnica trainante nell’areale della Murgia dove, per le peculiari caratteristiche pedologiche e morfologiche, non sussistevano opportunità alternative di produzione agricola.
L’erba dei pascoli murgiani rappresentava l’alimento principale del gregge, talvolta integrato dalle limitate quantità di foraggio che si coltivava nelle lame e sostituito, in estate, (pascolo statonico) dalle ristoppie.
Questa pratica era tipica di un sistema agro-pastorale integrato, nel quale i contadini lasciavano pascolare le greggi nei terreni a riposo (che venivano così naturalmente concimati), in cambio di precisi quantitativi di formaggio.
Verso la fine degli anni settanta, il sistema di allevamento ovino comincia ad essere di tipo brado stanziale, lo spostamento nelle ristoppie non da il risultato di una volta e si effettua meno frequentemente. La meccanizzazione della cerealicoltura, l’uso dei diserbanti, l’anticipo della rottura delle ristoppie, non consente più al gregge di alimentarsi e rimanere nelle aziende cerealicole se non poco tempo e con relativi risultati. La transumanza, che offriva notevoli vantaggi per la salute del gregge, cominciò ad effettuarsi solo per motivi sanitari.
Oggi il sistema di allevamento è semibrado, i ricoveri rimangono rudimentali ed il governo del gregge non sempre può essere adeguato. Il ciclo vegetativo del pascolo della Murgia è molto breve perciò spesso accade che il gregge venga condotto al pascolo solo per fare ginnastica motoria.